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Melfi

8.64km

Cenni storici : Le sue origini risalgono al neolitico.Dopo l’epoca romana subì l’influenza dei Longobardi e poi quella dei Bizantini. Sito di monasteri e di chiese quando la città venne occupata dai Normanni, che ne fecero la capitale nel Nuovo Stato Normanno. La città fu cara all’ Imperatore Federico II che scelse Melfi come sua residenza imperiale privilegiata. Nel castello di Melfi Federico II promulga le famose Costitutiones Melphitanae. Sede vescovile di antica data fu sede di ben sei Concilii e nell’ultimo concilio alla presenza di Papa Onorio III vi partecipò pure Federico II. Dopo la morte del Grande Svevo nel 1250 Melfi passò agli Angioini, poi alla famiglia degli Acciaiuoli, poi ai Caracciolo e in seguito ai Marzano ed agli Aragonesi. Contesa da Francesi e Spagnoli nel 1531 Melfi passò ai Doria che furono signori della città fino al Feudalesimo. Intorno al 1700 i cittadini insorgono contro una gabella sulla farina e ancora nel 1832 insorgono per ottenere la quotizzazione delle terre demaniali. Prima dell’unità d’Italia con una nuova ribellione proclamarono la restaurazione del governo borbonico. In seguito parteciparono ai moti garibaldini, si formò una giunta insurrezionale e nella Cattedrale di Melfi i Borboni furono proclamati decaduti e Vittorio Emanuele acclamato re d’Italia. Melfi fu sede circondariale e paese di grandi uomini quali i Facciuta, poeti della corte di Lorenzo il Magnifico, Francesco Saverio Nitti, già Presidente del Consiglio, e Floriano del Zio. Fu danneggiata da diversi terremoti, grave fu quello del 1930.

Palazzi e Monumenti : Gli accessi alla città avvenivano attraverso quattro porte principali: Porta Troiana, Porta Calcinaia, Porta dè Bagn, oggi solo dei ruderi e infine Porta Venosina che con i suoi torrioni e le sue imponenti mura rappresenta un’importante opera di arte gotica del Duecento. Nell’anno 1041, Guglielmo il Conquistatore detto Braccio di Ferro, iniziò a costruire il Castello che si erge sul punto più alto della città con le sue imponenti otto torri e edificato sui ruderi della esistente rocca bizantina. I lavori negli anni proseguirono con importanti personaggi della storia quali Roberto il Guiscardo, Ruggero I e Ruggero II, poi con lo stesso Federico II, e ancora con Corrado, Manfredi, i Caracciolo ed in ultimo con i Doria. Il Castello è circondato da un fossato e fino a tempi recenti conservava l’imponente portale d’ingresso e il suo ponte levatoio, ora in muratura, del quale sono ancora ben visibili le poderose catene, di grande fattura artigianale, che un tempo lo sollevavano. Nel Castello è custodito il Sarcofago di Rapolla del II sec. d.C.,in marmo statuario e translucido, rinvenuto nel 1856 nei pressi di una villa della confinante Rapolla, sull’Appia antica.In alcune sale del Castello è allocato il Museo Nazionale Archeologico che raccoglie reperti databili dal VII fino al II sec. a.C.Numerosi sono i palazzi gentilizi come Palazzo Araneo, Pastore, De Filippis, Donadoni, Lancieri, Aquilecchia, Pierro, Tisbi, De Sio, Pistolese, Severini e Iannuzzi.

Chiese : Duomo di Santa Maria Assunta eretto nel 1037, con a latere il maestoso Campanile Normanno. Situato accanto al Duomo vi è L’Episcopio, un edificio normanno, sede vescovile e con all’interno meravigliosi saloni affrescati come La Sala degli Stemmi riproducente in dipinto tutti gli stemmi dei numerosi vescovi passati nella sede di Melfi. Da poco, all’interno dell’Episcopio vi è allestito un interessante Museo Diocesano. Da visitare, inoltre, la chiesa dei Cappuccini ed il suo convento sul monte Tabor e che conserva pregevoli dipinti ad olio ed un prezioso e miracoloso Crocifisso ligneo del XIV sec.; la chiesa del Carmine vecchio convento dei Carmelitani; la chiesa di San Lorenzo, forse, antico battistero, e unico in Italia per la sua pianta a forma ottagonale con torre romanica del XII sec.; la chiesa di San Antonio ed il suo convento, costruita nel 1222 al passaggio di San Francesco D’Assisi; la chiesa Santa Maria Ad Nives di origine albanese; la chiesa di Santa Lucia antichissima e romanica con stupendo portale risalente al XIII sec.; la chiesa di San Teodoro del XIII sec. famosa per aver dato sepoltura a diversi appestati nel 1656; ed infine, la ex chiesa di Santa Maria la Nova di cui rimane soltanto il portale di epoca normanno-sveva del XII sec.

Assolutamente da visitare sono Le Chiese Rupestri antichissime e scavate nella roccia e nel tufo. Tra queste la chiesa di Santa Margherita risalente al XIII sec., con ingresso costituito da un arco a sesto acuto e con all’interno una sola navata con volte ogivali e due cappelle decorate con affreschi di notevole importanza. Interessante e ben tenuta è la chiesetta rupestre della Madonna delle Spinelle che presenta particolari affreschi: interessante quello della Madonna con bambino che ha ai suoi piedi l’abate Leone; venne realizzata nel XII sec. dal maestro d’arte Guglielmo Giurebenigni e da qui partì la Prima Crociata in Terra Santa con a capo Boemondo. La chiesa rupestre di Santa Lucia è ai confini col territorio di Rapolla: nella grotta della Giaconella sono rappresentate scene di vita di Santa Lucia risalenti al XIII sec. e nella zona centrale sono rappresentate la Madonna col Bambino e Santa Lucia. Altra chiesa rupestre è quella dello Spirito Santo nascosta dalla vegetazione del monte Vultùre.

Il Territorio : Il territorio di Melfi confina a nord-ovest con la Puglia e la Campania demarcato da fiume Ofanto. Opere mirabili del passato sono i Ponti Romani. Ricordiamo il ponte di Pietra dell’Oglio che separa il melfese dalla provincia di Avellino e il ponte di Santa Venere costruito da Traiano,oggi ancora ben conservati. Sempre nel medesimo territorio si incontrano Le Masserie Regie, costruite intorno al 1200 e volute dall’Imperatore Federico II; la masseria di Leonessa con il portale, la garitta per la sentinella e lo stemma dei Doria, e la masseria di Parasacco del 1200 circa, con una imponente palazzina, il pozzo, la cappella e la garitta a torre. Percorrendo la strada che portano al fiume si incontra Macera antichissima città distrutta dopo il mille. Tra i rinvenimenti archeologici della zona ricordiamo un villaggio neolitico riportato alla luce in contrada Rendina. Sulle pendici del territorio si trovano le frazioni di San Giorgio, Foggiano e Foggianello, caratteristici borghi dove il tempo sembra essersi fermato.

Feste e Folclore : Tante sono le rievocazioni storiche, gli appuntamenti culturali e le manifestazioni folcloristiche che si svolgono nella città di Melfi.

9 Febbraio: festa del santo patrono S.Alessandro;

In Aprile: premio letterario “città di Melfi”;

Settimana Santa: processione dell’Addolorata e del Cristo Morto (venerdì santo) con molte fanciulle vestite di nero;

Pentecoste: si rievoca la liberazione della città dalla occupazione francese, con la processione dello Spirito Santo e una originale sfilata di gruppi folcloristici con l’assalto al castello e la presa della Porta Venosina;

Agosto Melfitano: che ospita numerose manifestazioni folcloristiche e canore tra cui “la festa dell’emigrante” e di “San Rocco” ed un ricco cartellone estivo con eventi musicali e teatrali;

In Ottobre: con la, ormai, lanciatissima “sagra della varola” dove vengono offerte al turista le caldarroste e squisite varietà di dolci di castagne insieme ai sapori d’autunno, il rinomato vino aglianico, olio, noci ecc. e poi la “festa della falconeria” con cortei storici e tornei di caccia con falco;

In Dicembre: l’8 dicembre la festa dell’Immacolata riporta la tradizione delle “panedduzze”; 13 dicembre “festa di Santa Lucia” quando i caratteristici slarghi della città si riempiono di gente intorno ai grandi falò che bruciano e rischiarano con grandi bagliori palazzi e monumenti per tutta la notte; e infine la tradizionale festa del Santo Natale e della Befana con la pettolata. Si festeggia con grande allegria di grandi e piccini regalando doni insieme ad artisti di strada per vie e vicoli della città distribuendo “r’pettl” calde per tutti; si tratta di una specie di frittella preparata nell’olio bollente e molto gustosa.


85025 , Melfi
Italia

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40.9975472
15.6355607

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