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Luoghi d’arte sacra, cultura, paesaggistici e archeologia Ripacandida, Forenza, Banzi e S. Fele

Ripacandida

RIPACANDIDA : In posizione panoramica rispetto al Monte Vulture e arroccata su una collina, Ripacandida è situata a 621 mt. di altitudine. La tradizione locale afferma che la città in tempi antichi si chiamava “Candida Latinorum” e le più antiche testimonianze scritte dicono che risale ai sec. XI e XII. Ma Ripacandida viene ricordata oggi soprattutto per il Santuario di San Donato, dedicato al Santo Patrono, la cui statua, meta di numerosi pellegrini, si trova al centro dell’arco trionfale della chiesa. Viene considerata la “Piccola Assisi Lucana” per l’interessante ciclo pittorico presente sulle volte e sulle pareti all’interno dell’unica navata. Sulla prima campata sono dipinti la Vita e passione di Cristo; sulla parete di destra è rappresentato l’Inferno, mentre in quella di sinistra è dipinto il Paradiso con il Cristo in Trono circondato da Angeli; nella seconda e terza campata si sviluppano i temi tratti dalla Genesi, che raffigurano Dio che separa la luce dalle tenebre, la creazione della terra, della luce, delle piante e delle stagioni. E poi la creazione della donna, il peccato originale, il sacrificio di Caino e Abele. Insomma, una piccola “Bibbia Illustrata”. Tra Assisi e Ripacandida è stato sottoscritto un gemellaggio che tuttora continua grazie pure alla grande fede dei cittadini verso i due Santi, San Francesco e San Donato. Ripacandida viene pure annoverata come “città del miele”, una raffinata produzione attraverso i numerosi alveari visitabili dai turisti. Per chi ama la natura, infine, il “bosco di Ripacandida” offre angoli di natura incontaminati e meta ideale per gli escursionisti che potranno usufruire di numerosi sentieri, alcuni percorribili anche in bicicletta. Una valida alternativa ai sovraffollati luoghi turistici di massa.

FORENZA : L’aver ereditato Forenza il nome della “Forentum” insidiata dai romani nel 317 a.C. durante la Seconda Guerra Sannitica, non prova la coesistenza, nei luoghi, dell’antico sito con l’attuale. Dagli anni Ottanta, senza che mai sia stata avviata una campagna di scavi nel territorio di Forenza, dove pure sono emersi numerosi ed interessanti reperti, con maggiore convinzione degli studiosi si identifica la “Forentum” , fino ad allora introvabile, con l’importante sito archeologico venuto alla luce nei pressi di Lavello. Per chi passa per Forenza non può non visitare il complesso conventuale dedicato a S. Maria della Stella ed al SS. Crocifisso, che ospita ancora pochissimi Frati Minori Francescani. Il Convento è stato fondato nel 1684 ed oggi è Santuario Diocesano. Il suo interno e la chiesa annessa, ospitano diverse opere artistiche degne di essere ammirate tra cui spicca maestoso, nella navata centrale in una nicchia di stile barocco, un prezioso Crocifisso in rovere; l’opera è forse la più bella e la più espressiva della produzione lignea dei Crocifissisti francescani di scuola calabro-sicula del Seicento. Ma la storia di Forenza è legata alla famiglia “ de Pagani” , più esattamente Pagano de Pagani, padre di quell’Ugo ritenuto, da taluni storici, il fondatore dell’Ordine dei Cavalieri del Tempio, che partì alla volta di Gerusalemme con l’intento di difendere la cristianità pellegrina e i Luoghi Santi dagli infedeli. Infatti gli EVENTI folcloristici ruotano proprio intorno a questa leggenda, o, se si vuole , storia vissuta. Il 15 Agosto si tiene Il Palio delle 7 contrade mentre il 16 Agosto si rievoca la Leggenda dei Templari – Ugo dè Pagani e la Sfida del Mito – A.D 1099, con un lungo corteo di oltre centocinquanta personaggi e figuranti che indossano costumi d’epoca, con drammatizzazione per rievocare l’episodio storico. Tra le feste religiose da citare quella del Crocifisso tramandata da secoli e ogni anno riproposta con partecipazione e devozione profonde.

SAN FELE : “E’ doloroso pensare al tempo perduto senza conoscere un piccolo angolo di mondo dove trascorrere giorni sereni…” così il grande poeta lucano Leonardo Sinisgalli definiva alla perfezione San Fele luogo di silenzio e di riposo. Le origini del paese sono molte antiche. Alcune campagne di scavo hanno permesso il ritrovamento, in grotte naturali, di graffiti databili al III-II sec. a.C. Conferme di una frequentazione del luogo in età molto lontane, ci vengono dal ritrovamento di vasellame e anfore di manifattura greca. Il territorio di San Fele è molto vasto e in cui ricade il suggestivo borgo di Pierno con il suo antico Santuario della Madonna di Pierno meta in Maggio ed Agosto di numerosi pellegrini devoti provenienti da ogni angolo della Regione e fuori regione. Scoperte da pochi anni, “le Cascate di San Fele” che nascono dal magico gioco del torrente Bradano il quale, attraversando il territorio del comune di San Fele, è costretto a bizzarri salti di quota che danno vita alle naturali e suggestive Cascate. I percorsi già praticabili delle Cascate sono adatti a tutti i visitatori per i differenti gradi di difficoltà: brevi e semplici, lunghi e impegnativi, comunque tutti studiati per apprezzare la straordinaria bellezza del paesaggio in cui cadono le Cascate. Due gli Eventi importanti che si tengono nel mese di Agosto: “San Fele d’Oro” manifestazione molto partecipata e gemellata con la città di Sorrento in cui vengono premiati personaggi di levatura nazionale. E il “Premio letterario di Poesia”. Oltre che alla festa patronale di San Giustino De Jacobis che con grande devozione si festeggia il Santo nativo di San Fele. Tra l’altro nel territorio di San Fele cadono rigogliosi e folti Boschi, che offrono numerose sorgenti d’acqua e sono ricchissimi di fragole, funghi e castagne.

BANZI : La cittadina sorge su un terreno collinare che domina l’alto corso del torrente Fiumarella, ed ha origini antichissime, abitata già il IV e VI sec.a.C. come testimoniano i numerosi reperti archeologici provenienti dagli scavi. L’antico abitato di Banzi è citato con il nome di Bastia dalle fonti letterarie antiche e vari autori latini, tra cui Tito Livio, Plutarco ed Orazio. La sua importanza è documentata dal rinvenimento di una vasta necropoli, con oltre seicento tombe, e dalla famosa Tabula Bantina, una lastra bronzea, oggi conservata presso il Museo Archeologico di Napoli, e su cui sono incise le leggi romane del I sec. a.C. Assolutamente da visitare sono l’Abbazia di Santa Maria, una delle più antiche fondazioni benedettine della regione, costruita su un’area sacra annessa all’abitato, e monastero ampliato e consacrato nel 1088 dal papa Urbano II che per alcuni anni era stato monaco proprio in detta Abbazia; e poi da visitare il Parco Archeologico, con i resti dell’impianto urbano del “Municipium” composto da strade lastricate e frammenti di quartieri ; il “Templum Augurale” del I sec. a.C., nove cippi dedicati alle divinità da cui si traevano gli auspici scrutando il volo degli uccelli ; e il grande Complesso Termale costruito sempre nel I sec. a.C. Tra gli Eventi , si ricordano quello del 17 agosto “La Cavalcata dei Normanni” in cui, in una suggestiva atmosfera medioevale, cavalieri con costumi del tempo in groppa ai loro cavalli, evocano l’ingresso dei Normanni. L’altro evento, spettacolare, si tiene il giorno dopo, 18 Agosto: un “Corteo Storico” per rievocare la venuta, nel 1089, di Papa Urbano II, il Papa della Prima Crociata e del Terzo Concilio di Melfi; il corteo viene preceduto da una dozzina di armigeri a cavallo e da più di trecento figuranti che percorrono, al ritmo ed al suono di tamburini e chiarine, alcune strade di Banzi, rievocando a tappe, fatti, eventi e vicende che effettivamente si sono verificati in quel giorno lontano. Inoltre, il corteo si arricchisce, anno dopo anno, di nuovi elementi corollari come le esibizioni in loco dei falconieri, arcieri, sbandieratori, musici e giullari. La piazza viene allestita con bandiere e stendardi, e il corteo sfila con sottofondo di musica medioevale e termina in piazza Urbano II, dove viene allestito un tipico mercatino con degustazione di prodotti dal sapore antico ed una tipica cena medioevale dove tra musiche balli e scenografie medioevali, si degusta il menù tipico dell’epoca.

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